
Perché i vostri riscaldatori a infrarossi vanno in cortocircuito (e come risolvere il problema)
Se utilizzate riscaldatori a infrarossi in una grande fabbrica con soffitti alti, sicuramente sapete che l’ambiente è estremamente ostile per questi dispositivi. Ma il problema non è solitamente rappresentato dall’elemento riscaldante stesso: il vero problema è la connessione dei cavi elettrici.
Possiamo considerarla il “punto debole” dell’intero sistema. Se la tenuta tra il tubo di quarzo e i cavi elettrici non è sufficientemente stretta, il calore inizia a penetrare nei cavi. Non si tratta di un’esplosione improvvisa, ma di un processo graduale: l’isolante si deteriora, si crepano, e poi… cortocircuito.
Il processo graduale verso la rottura
Molti componenti utilizzati nei riscaldatori sono realizzati con adesivi o guarnizioni di scarsa qualità, che non garantiscono una buona tenuta. Nei riscaldatori ad alta potenza, questi materiali finiscono per trasformarsi in carbonio. Quando questa tenuta viene meno, il calore penetra direttamente nei cavi di rame. Questo fenomeno viene definito “diffusione termica”. L’isolante diventa fragile, proprio come una vecchia gomma. In seguito, basta una piccola vibrazione o una leggera espansione termica perché i cavi entrino in contatto tra loro, causando il cortocircuito. È davvero un problema fastidioso.
Come fare correttamente
I riscaldatori generici spesso utilizzano guarnizioni di scarsa qualità. Funzionano per un po’, ma non riescono a resistere alle temperature elevate di 300°C+ giorno dopo giorno. Noi invece utilizziamo materiali ceramici ad alta densità e guarnizioni speciali. Questi elementi creano una sorta di barriera fisica che fa sì che il calore rimanga all’interno della zona di irradiazione, lontano dalle connessioni elettriche. Inoltre, utilizziamo guarnizioni a pressione, che fissano i cavi al loro posto, evitando così che si muovano quando il dispositivo si riscalda o si raffredda. Nessun movimento significa nessuna frizione, e quindi l’isolante rimane intatto.
Il compromesso necessario
Sono onesto con voi: una tenuta più stretta rende più difficili le riparazioni sul campo. Non si può semplicemente sostituire una guarnizione danneggiata con una alternativa economica. Bisogna sostituire l’intero componente di riscaldamento.
Ma pensateci bene: preferite sostituire il dispositivo ogni tre anni, oppure passare i fine settimana a risolvere problemi di cortocircuito ogni sei mesi? So io quale scelta farei.
Un ultimo consiglio: assicuratevi che i vostri quadri elettrici siano in grado di gestire la corrente richiesta da questi riscaldatori ad alta densità. Non vogliamo certo sovraccaricare i circuiti proprio nel momento in cui serve di più il calore, durante l’inverno.